Antico libro tibetano descrive il coronavirus

Un testo tibetano descrive un’antica malattia polmonare che presenta incredibili similitudini con l’attuale epidemia

Un testo tibetano di 2500 anni fa sembra descrivere il covid-19 con tanto di dettagli sulla malattia polmonare e sul suo agente eziologico. Gli esperti che hanno avuto modo di analizzare il libro non hanno potuto fare a meno di notare le incredibili similitudini tra la malattia in esso descritta e l’attuale epidemia di coronavirus. Il testo chiamato “Gyud-ji” descrive un virus rotondo con estensioni smussate. Già 2500 anni fa, quindi, i medici tibetani sapevano la causa delle infezioni diffuse e sarebbero persino riusciti a vedere in qualche modo il virus. L’epidemia nel manoscritto è chiamata “Nien-rim” e solo di recente gli scienziati hanno notato che assomiglia molto al coronavirus.

Il testo inizia descrivendo l’era del Kali-yuga. Un’era in cui tutti i valori umani erano svaniti per volere di qualcuno che li aveva nascosti in uno scrigno. Le persone erano diventate di colpo più avide e mercantili al punto da scatenare una cruenta lotta per le religioni e le risorse. Tali comportamenti, alla fine, hanno indotto le potenze superiori ad inviare sulla terra malattie. Epidemie che si diffondevano con la respirazione ed erano una sorta di disegno superiore chiamato a punire la dissennatezza umana.

Sorprende la descrizione dettagliata

Le vittime del Nien Rim accusavano problemi polmonari, mancanza di respiro, tosse, febbre, dolore addominale ed eruzioni cutanee. Sulla pelle dei malati, in alcuni casi, compariva un’acne scura che spesso sfociava in una diarrea sanguinolenta. A sorprendere è la descrizione dettagliata contenuta nel testo e le similitudini con il coronavirus. Il virus viene infatti descritto come rotondo e con estensioni smussate. Tutti dettagli difficili da spiegare per quell’epoca. Il virus infatti può essere esaminato solo al microscopio e 2500 anni fa tale strumento non esisteva.

Per proteggersi indossavano maschere

L’agente patogeno, stando all’antico libro, aggrediva il corpo umano attraverso il naso, le orecchie, la bocca, gli occhi e l’ano. Ma maggiormente attraverso naso e bocca, quindi le persone si proteggevano indossando delle maschere, più o meno quello che avviene oggi con il moderno covid-19. Stando sempre all’antico testo il virus si diffondeva rapidamente e colpiva muscoli, vasi sanguigni, ossa e altri organi vitali. Le cure dell’epoca consistevano per lo più in decotti alle erbe, pillole, paste e birra medicinale.

Rispondi